di Michele Vidone 

Per anni ha percepito regolarmente lo stipendio senza svolgere alcuna attività lavorativa, perché il datore di lavoro, il Comune di Avellino, non le aveva mai assegnato mansioni o compiti. È questo il motivo per cui il Tribunale ha condannato l’amministrazione comunale a risarcire con circa 70mila euro una propria dipendente.

La vicenda riguarda Paola De Angelis, lavoratrice con disabilità assunta nel 2011. Per anni la donna è rimasta inattiva, isolata in una piccola stanza della sede comunale, senza incarichi né funzioni. Dopo aver denunciato pubblicamente la sua situazione, ha avviato una lunga battaglia legale che, a distanza di quasi nove anni, si è conclusa con una sentenza a suo favore.

Oltre al risarcimento, il Comune di Avellino è stato condannato anche al pagamento delle spese legali. La decisione del giudice è stata notificata al commissario straordinario Giuliana Perrotta, che per far fronte all’ingiunzione dovrà ricorrere a un debito fuori bilancio. La stessa Perrotta ha annunciato l’avvio di un procedimento interno per valutare eventuali profili disciplinari e possibili responsabilità per danno erariale a carico dei dirigenti comunali competenti.

Paola De Angelis risulta tuttora dipendente del Comune di Avellino, con il ruolo di funzionaria amministrativa alle Politiche sociali, ma al momento si trova in malattia.

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