Cinzia Aruta ha rassegnato questa mattina le dimissioni dalla carica di sindaca della città di Arzano. Eletta nell’ottobre del 2021, Aruta lascia Palazzo di Città al termine di un’esperienza amministrativa segnata da difficoltà strutturali e da una fase politica particolarmente complessa.
Sin dall’insediamento, la sindaca si è trovata ad affrontare una situazione amministrativa caratterizzata da criticità profonde, che – come sottolineato in una nota – richiedevano interventi incisivi e non rinviabili. In questo contesto, l’amministrazione ha operato con l’obiettivo di governare una fase delicata attraverso rigore, legalità e decisioni spesso difficili ma ritenute necessarie, sempre orientate alla tutela dell’interesse pubblico.
«Le mie dimissioni non rappresentano una resa personale né un arretramento rispetto ai valori che hanno guidato questa esperienza amministrativa», ha spiegato Cinzia Aruta nel formalizzare la propria decisione. La sindaca ha rivendicato di aver scelto, nel corso del mandato, di governare senza scorciatoie, assumendo decisioni rigorose e talvolta impopolari, ma ispirate esclusivamente al bene della comunità.
Alla base della scelta, secondo quanto dichiarato, vi è un progressivo venir meno delle condizioni politiche e istituzionali necessarie per amministrare con chiarezza ed efficacia. «Quando il confronto smette di misurarsi sul merito delle scelte e si trasforma in un logoramento continuo, segnato da disimpegno e assenza di responsabilità, viene meno la possibilità di governare», ha affermato Aruta, definendo le dimissioni «un atto di libertà», compiuto per rispetto verso la città, le istituzioni e se stessa.
Nel suo intervento, l’ormai ex sindaca ha inoltre sottolineato che il lavoro svolto, gli atti adottati, i processi avviati e le opere in corso restano elementi verificabili e costituiscono un patrimonio pubblico che va oltre le singole persone. «Su questo terreno – ha concluso – rivendico con serenità ogni scelta compiuta nel segno della legalità, della trasparenza e della cura della comunità».
