di Michele Vidone 

Il Sistema sanitario nazionale, a cinque anni dalla pandemia, resta segnato da forti disomogeneità territoriali e da criticità gestionali, nonostante l’avvio di una fase di progressivo consolidamento. È quanto emerge dalla Relazione al Parlamento della Corte dei conti sulla gestione dei Servizi sanitari regionali nel triennio 2022-2024.

Secondo i magistrati contabili, la spesa sanitaria pubblica è cresciuta da 131,3 a 138,3 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% rispetto al 2023 e del 5,4% rispetto al 2022. L’incidenza sul Pil resta sostanzialmente stabile tra il 6,3 e il 6,4%, ma continua a collocarsi al di sotto della media europea, pari al 6,9%.

La Corte segnala come le Regioni sottoposte a piano di rientro — Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo e Puglia — continuino a evidenziare difficoltà strutturali, pur a fronte di alcuni miglioramenti sul piano dei conti. Restano inoltre marcate le diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con un persistente e significativo divario tra Nord e Sud del Paese.

Il quadro delineato conferma dunque un sistema sanitario ancora fragile sul piano dell’equità territoriale, chiamato a rafforzare l’efficienza gestionale e la capacità di garantire standard omogenei di assistenza su tutto il territorio nazionale.

Please follow and like us:
Pin Share
Facebook
YouTube