Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli ha ufficializzato le proprie dimissioni, respingendo con fermezza l’ipotesi di pressioni politiche da parte del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Non è assolutamente vero che De Luca abbia inciso sulla mia scelta”, ha chiarito il primo cittadino parlando con i giornalisti dopo aver consegnato la lettera di dimissioni al segretario generale del Comune, che provvederà ora agli adempimenti formali previsti.

Napoli, sindaco da oltre dieci anni, ha rivendicato il lavoro svolto alla guida della città, ricordando le difficoltà affrontate, a partire dall’emergenza Covid. “Posso dire con fierezza di aver svolto il mio incarico al meglio delle mie possibilità, con disciplina e onore, come prescrive la Costituzione”, ha affermato. Alla base della decisione, secondo l’ex primo cittadino, vi sarebbero motivazioni politiche e amministrative legate al mutato quadro istituzionale e alla necessità di evitare una fase prolungata di ordinaria amministrazione. “Tra sei mesi saremmo comunque andati alle elezioni – ha spiegato – e non sarebbe stato giusto gestire questo periodo senza una spinta propulsiva. La città ha bisogno di nuove progettualità e di un’amministrazione con un orizzonte di cinque anni”.

Napoli ha ammesso di mantenere un rapporto costante con De Luca, ma ha precisato che si tratta di un confronto politico normale, oltre che di un legame personale di amicizia consolidato nel tempo, senza che questo abbia determinato la scelta di dimettersi. “È giusto dare ora la parola ai cittadini e permettere loro di decidere il futuro della città”, ha concluso.

Durissime le reazioni di Forza Italia, che contesta la decisione definendola una manovra politica finalizzata a spianare la strada a una possibile ricandidatura di Vincenzo De Luca a sindaco di Salerno. Il capogruppo provinciale FI Pasquale Aliberti parla di “grave offesa alla democrazia” e di dimissioni “imposte e costruite da mesi”, chiedendo l’intervento del ministero dell’Interno, del prefetto e della Procura per fare piena luce sulla vicenda. Secondo Aliberti, si tratterebbe di un disegno politico volto a “liberare spazi istituzionali” dopo la fine dell’esperienza regionale di De Luca.

Sulla stessa linea il deputato e sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che definisce le dimissioni “indecenti” e frutto di una “concezione padronale delle istituzioni” da parte del Pd. Per Ferrante, Napoli non avrebbe lasciato per difficoltà amministrative, ma esclusivamente per consentire il ritorno di De Luca alla guida del Comune.

Anche Roberto Celano, segretario provinciale di Forza Italia e consigliere regionale, legge l’uscita di scena del sindaco come una scelta funzionale alla ricandidatura dell’ex governatore, parlando di una città “piegata a logiche lontane dall’interesse collettivo”. Da Roma, infine, il presidente dei senatori di FI Maurizio Gasparri definisce le dimissioni “l’ennesima prova di un sistema di potere che decide tempi e nomi senza rispetto per il mandato popolare”, parlando di una forzatura grave che svilisce la democrazia.

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