L’aggressione subita da una guardia giurata in servizio presso la stazione Eav di Poggiomarino riaccende il dibattito sulle condizioni di sicurezza e di tutela degli operatori della vigilanza privata. A intervenire con toni durissimi è il Savip, il sindacato delle guardie giurate, che parla di un episodio “vergognoso” e carico di responsabilità istituzionali.
Secondo quanto riferito dal segretario nazionale del Savip, Vincenzo del Vicario, la guardia giurata, dipendente della Cosmopol di Avellino, stava svolgendo un servizio di vigilanza sul patrimonio ferroviario quando è stata brutalmente aggredita da vandali intenti a imbrattare i materiali custoditi nella stazione. Un servizio che, secondo il sindacato, non avrebbe mai dovuto essere svolto da un solo operatore.
“È incomprensibile – denuncia del Vicario – come la Questura di Napoli possa aver autorizzato un servizio serale tanto rischioso affidato a una sola guardia giurata. Si tratta di una situazione che sa di sfruttamento e che non sarebbe mai consentita, per regolamento, a un operatore isolato delle forze di polizia”.
Il Savip solleva anche il tema dell’uso delle armi, sottolineando come il quadro normativo esponga i lavoratori a gravi conseguenze: l’uso legittimo delle armi da fuoco da parte delle guardie giurate non è adeguatamente regolamentato e rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di vulnerabilità. A questo si aggiungono interrogativi sui criteri di sicurezza adottati nell’appalto del servizio da parte di Eav, società della Regione Campania. “Nelle società pubbliche – osserva del Vicario – mancano spesso esperti di sicurezza capaci di orientare correttamente gli appalti e di vigilare sulla loro esecuzione”.
Nel mirino del sindacato finisce anche la gestione dell’emergenza successiva all’aggressione. L’attesa cui la guardia giurata è stata costretta dopo l’attacco solleva dubbi sull’efficienza della sala operativa dell’istituto di vigilanza e dei servizi di supporto sul territorio, ma anche sull’adeguatezza complessiva dei servizi di sicurezza pubblica e di soccorso.
Del Vicario richiama inoltre l’attenzione sul progressivo ridimensionamento della polizia ferroviaria, che negli anni avrebbe visto un arretramento significativo del proprio ruolo nella tutela dei viaggiatori, dei mezzi e delle infrastrutture. Una situazione che, secondo il Savip, contribuisce a lasciare scoperte aree sensibili come le stazioni e i depositi ferroviari.
La critica finale è rivolta alla politica, accusata di immobilismo trasversale. “Senza distinzione di colore – conclude il segretario nazionale – si continua a negare alle guardie giurate la qualifica di pubblico ufficiale, che garantirebbe maggiori tutele, e si finge di non vedere il vuoto nel raccordo tra sicurezza privata e sicurezza pubblica. È l’ennesimo episodio che fa sentire le guardie giurate figli di un Dio minore”.
