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La nomina di Vincenzo Cuomo nella Giunta regionale campana guidata dal presidente Roberto Fico continua a sollevare polemiche e ad alimentare un duro confronto politico. Al centro del dibattito c’è la presunta violazione dello Statuto regionale e delle norme sull’ineleggibilità, come denunciato dalla Lega, mentre dal centro e dal centrodestra arrivano posizioni contrapposte e letture differenti della vicenda.

A sollevare con forza il caso è Carmela Rescigno, esponente della Lega ed ex presidente della Commissione regionale Anticamorra, secondo la quale la nomina sarebbe illegittima sotto diversi profili. “Alla già evidente questione dell’incompatibilità e alle gravi incongruenze emerse nelle dichiarazioni rese – afferma – si aggiunge un ulteriore e dirimente profilo di illegittimità: Vincenzo Cuomo non risulta neppure eleggibile alla carica di consigliere regionale e, di conseguenza, non può essere nominato assessore”.

Rescigno richiama l’articolo 50, comma 1, dello Statuto della Regione Campania, che stabilisce come gli assessori debbano essere scelti tra soggetti eleggibili a consigliere regionale. Un requisito che, a suo dire, non sarebbe rispettato nel caso specifico. La legge regionale n. 16 del 2014, infatti, prevede l’ineleggibilità dei sindaci dei Comuni campani alla carica di consigliere regionale, salvo dimissioni dalle funzioni almeno sessanta giorni prima della data del voto. “È un dato oggettivo – sostiene Rescigno – che Cuomo non si sia dimesso nei termini previsti dalla legge. Ne consegue che, allo stato degli atti, non risulta eleggibile e non può legittimamente ricoprire l’incarico di assessore”.

Da qui la richiesta di un chiarimento immediato da parte del presidente Fico e della Prefettura. In mancanza di risposte, Rescigno annuncia la possibilità di presentare un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli per valutare eventuali ipotesi di reato.

Sul fronte politico, il caso Cuomo riapre anche il dibattito sul futuro amministrativo di Portici. Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia, afferma che, qualora l’attuale sindaco dovesse dimettersi, sarebbe necessaria “una vera alleanza di salute pubblica, ampia e responsabile, con tutto dentro tranne il Partito democratico”. Secondo Martusciello, occorre “voltare pagina”, alzare il livello della lotta alla criminalità e restituire dignità e trasparenza alla città, chiudendo definitivamente una stagione amministrativa giudicata negativa.

Di segno opposto la posizione di Giuseppe Barra, segretario provinciale di Napoli di Noi di Centro e consigliere regionale del gruppo Casa Riformista-Noi di Centro, che parla apertamente di polemiche strumentali. “È inconcepibile – afferma – esprimere giudizi negativi sulla giunta prima ancora che ponga in essere un qualsiasi atto di governo. I pregiudizi non fanno bene alla politica seria”. Barra difende inoltre la procedura seguita per la nomina di Cuomo, sottolineando come non sia possibile dimettersi da sindaco prima di essere formalmente nominato assessore e sostenendo che, semmai, il presidente Fico potrebbe dover rifare il decreto.

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