Il Partito democratico prosegue senza deviazioni sul percorso che porta ad Antonio Decaro come candidato in Puglia, nonostante le frizioni interne e le tensioni crescenti con Vincenzo De Luca. Il governatore campano uscente, mai tenero con la segreteria di Elly Schlein, torna a criticare duramente il metodo con cui si stanno gestendo le candidature nelle regioni chiave.
L’intesa ormai vicina su Roberto Fico in Campania non basta infatti a placare l’irritazione di De Luca, che definisce “sconvolgente” la situazione pugliese. Al centro dello scontro c’è la posizione di Decaro, intenzionato a scendere in campo ma a condizione che dalle liste siano esclusi Michele Emiliano e Nichi Vendola. Due richieste considerate pesanti dal gruppo dirigente nazionale: il primo dispone di un pacchetto di voti decisivo per la vittoria, il secondo non appartiene al Pd ma si prepara a candidarsi con Avs, partner della coalizione di centrosinistra.
Un veto che, secondo De Luca, rivela più fragilità che forza. “È maleducazione politica – afferma senza mai nominare direttamente Decaro –. Io non mi permetterei di dire a un altro esponente di non candidarsi. Con gli altri ci si confronta, non si mettono veti”. Il governatore campano arriva persino a un riconoscimento nei confronti di Vendola, definito “l’iniziatore di una svolta amministrativa in Puglia”.
La linea della segreteria resta però chiara: Decaro sarà il candidato. Gli emissari di Schlein sono al lavoro per mediare, nella convinzione che il nodo Vendola sia aggirabile proprio perché esterno al Pd. Più complessa invece la posizione di Emiliano, che potrebbe restare nella partita con un ruolo da definire, o eventualmente rinunciare in vista di un futuro posizionamento nazionale.
In Campania, il quadro appare chiuso ma non privo di incognite. L’accordo su Fico è quasi fatto, ma resta da calibrare l’equilibrio con De Luca senior. La soluzione allo studio prevede per il figlio Piero la segreteria regionale, oggi vacante. Ma il governatore non sembra intenzionato a farsi da parte: prepara liste autonome per mantenere peso nella futura giunta e rivendica la libertà di parola. “Io continuerò a dire quello che penso. Sempre”, avverte.