di Michele Vidone 

Il gip del Tribunale di Napoli ha disposto gli arresti domiciliari per cinque persone, tra cui due pubblici funzionari, per i reati di riciclaggio e di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il provvedimento è stato notificato dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma e dai carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, al termine delle indagini dirette dalla Procura di Napoli, terza sezione criminalità economica.

Secondo quanto emerso, i cinque arrestati avrebbero creato un sofisticato sistema fraudolento noto come “underground banking”. Nel biennio 2024-2025, tramite meri schermi societari, sono state emesse fatture false per circa 60 milioni di euro. Le società destinatari delle fatture hanno effettuato bonifici, successivamente trasferiti su conti esteri in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda, principalmente intestati a società cinesi. Parte del denaro veniva poi restituito in contanti alle società emittenti tramite alcuni commercianti cinesi di Napoli, al netto di una provvigione per il servizio.

Tra gli arrestati figurano anche un carabiniere e un agente della polizia municipale, indagati rispettivamente per riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente agli arresti sono state eseguite 14 perquisizioni in Campania, con il sequestro di circa 230 mila euro in contanti, in parte occultati.

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