di Michele Vidone
In occasione del referendum costituzionale del 22-23 marzo, nelle carceri della Campania si è registrata una partecipazione molto bassa al voto da parte dei detenuti. A fornire i dati è stato il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello, ricordando che in Italia possono votare i detenuti senza sentenza definitiva o con pene inferiori ai cinque anni, attraverso seggi speciali presenti negli istituti penitenziari, previa richiesta formale.
Complessivamente sono stati 39 i detenuti che hanno votato negli istituti campani. Il numero più alto si è registrato nel carcere di Aversa con 12 votanti, seguito dalla casa circondariale di Secondigliano con 9. Numeri più contenuti negli altri istituti: 4 votanti a Santa Maria Capua Vetere, 3 a Sant’Angelo dei Lombardi, 2 ad Arienzo, Avellino, Benevento, Poggioreale e Salerno, e 1 a Carinola. Nessun detenuto ha votato, invece, nelle strutture di Ariano Irpino, Eboli, Lauro e Vallo della Lucania.
I dati evidenziano una partecipazione complessivamente limitata, nonostante la possibilità prevista dalla legge di esercitare il diritto di voto anche durante la detenzione.
