di Michele Vidone 

Nel 2025 in Campania si sono registrati 319 episodi di violenza ai danni di operatori sanitari e socio-sanitari. Di questi, 261 sono avvenuti nelle strutture pubbliche e 58 in quelle private. I dati emergono dalla survey nazionale della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), presentata in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari.

Secondo lo studio, il numero delle segnalazioni tiene conto del fatto che in diversi casi un singolo episodio di violenza ha coinvolto più operatori. Inoltre, le aggressioni possono includere contemporaneamente più forme di violenza, come quella fisica, verbale o con danni alla proprietà, motivo per cui il totale delle tipologie registrate supera il numero complessivo degli episodi.

Per quanto riguarda il genere delle persone coinvolte, i dati mostrano una sostanziale parità: 231 uomini e 240 donne. Analizzando l’età delle vittime, 27 operatori avevano meno di 29 anni, 178 tra i 30 e i 39 anni, 126 tra i 40 e i 49 anni, 95 tra i 50 e i 59 anni e 44 avevano più di 60 anni.

La categoria più colpita è quella degli infermieri, con 245 casi, a cui si aggiungono tre infermieri pediatrici. Seguono i medici chirurghi con 113 episodi. Tra le altre professioni coinvolte figurano anche psicologi e podologi (tre casi ciascuno) e, con numeri inferiori, farmacisti, veterinari, odontoiatri, tecnici audiometristi, assistenti sociali e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

Tra le altre figure coinvolte risultano 30 operatori sanitari, 16 dipendenti non sanitari e del front office e 50 lavoratori appartenenti ad altre categorie, tra cui autisti di ambulanza e guardie giurate.

I luoghi in cui si verificano più aggressioni sono i pronto soccorso, con 123 episodi, seguiti dalle aree di degenza con 57 casi e dalle aree comuni con 19.

Le aggressioni sono per la maggior parte verbali, con 393 episodi segnalati, mentre quelle fisiche sono state 167. In 197 casi su 319 gli autori delle violenze sono stati utenti o pazienti, in altri 119 episodi parenti, caregiver o conoscenti dei pazienti, mentre in tre casi si è trattato di persone estranee alle strutture sanitarie.

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