di Michele Vidone
Un’organizzazione criminale dedita alle false assunzioni di cittadini extracomunitari è stata smantellata dalla Polizia di Stato. Diciotto le persone coinvolte nell’indagine coordinata dalla Procura, con al vertice del gruppo un dipendente dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Napoli. Oltre tremila le pratiche irregolari che sono state bloccate.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato, falso e truffa. Tra loro figurano anche diversi titolari di aziende agricole che avrebbero messo a disposizione le proprie imprese come datori di lavoro per simulare assunzioni mai avvenute.
Per alcuni collaboratori dei principali indagati e per mediatori stranieri è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli, l’organizzazione operava principalmente nelle province di Napoli e Caserta, ma con ramificazioni anche all’estero. Il sistema ruotava attorno alla procedura per ottenere il nulla osta al lavoro subordinato, il provvedimento con cui lo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura autorizza un datore di lavoro ad assumere un cittadino straniero residente all’estero.
Al centro del meccanismo ci sarebbe stato proprio il dipendente dell’Ispettorato del lavoro, considerato il promotore e il capo del sodalizio. L’uomo si sarebbe occupato di esprimere direttamente o indirettamente i cosiddetti “pareri”, cioè gli atti amministrativi con cui viene certificata la congruità delle richieste presentate dai datori di lavoro e che costituiscono il passaggio necessario per ottenere il nulla osta.
Questi pareri, secondo l’accusa, venivano rilasciati in modo irregolare, talvolta anche grazie alla collaborazione di altri dipendenti pubblici. L’iter amministrativo risultava così viziato fin dall’origine. A facilitare le pratiche sarebbe stato anche un Caf con sede nella provincia di Caserta, che svolgeva un ruolo strategico nella gestione delle domande.
Le indagini hanno inoltre accertato che i datori di lavoro compiacenti, ritenuti organici all’organizzazione, avrebbero percepito compensi tra i 1.200 e i 2.000 euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva richiesta artificialmente l’assunzione.
